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L' orologiaio di Brest
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Eleonora
(31/12/2025) -
Voto: 5/5
È il primo (ma non ultimo) libro di De Giovanni che ho letto, l’ho appena finito. Lo definirei ‘spiazzante’; è vero, non ha un finale, ma non lo trovo un difetto, credo e spero ci sia un seguito. Al di là di questo, è un libro che all’inizio ti disorienta, per gli sbalzi temporali, spaziali e di personaggi, che cambiano in ogni capitolo, ma è la sua peculiarità e bellezza: ti tiene inchiodato ed attento nella lettura, non ammette distrazioni. Ha una scrittura scorrevole e coinvolgente fin dall’inizio, le storie ed i protagonisti sono costruiti e descritti davvero bene e c’è sempre quella leggera e sottile tensione narrativa che me lo ha fatto amare dalla prima all’ultima pagina. È un romanzo ispirato a fatti di cronaca, che può esser letto da chiunque, sia se si ama il genere, sia se non lo si conosce affatto. Assolutamente consigliato!
Anna
(24/12/2025) -
Voto: 4/5
Narrazione scorrevole e mai noiosa. Buona la trama e l'ambientazione. Personaggi ben delineati e coinvolgenti. L'unica cosa che mi ha lasciato l'amaro in bocca è il finale. Dopo una storia raccontata in modo egregio e ricca di particolari, un finale così veloce e tronco, mi ha spiazzato.
Laura
(16/12/2025) -
Voto: 5/5
Allora il libro è proprio bello con personaggi e storie molto accattivanti ma come già detto da altri un giallo che non finisce non va bene e forse avrei cercato di essere piu' chiaro nei camni temporali, magari scrivendo in corsivo. Comunque sono curiosa di leggere il prossimo
Paolo Federici
(07/12/2025) -
Voto: 5/5
Maurizio de Giovanni riesce a stupirmi ancora. C’è riuscito con Sara, con Mina Settembre, con i bastardi di Pizzofalcone e con il commissario Ricciardi. Ma questa volta ha superato sé stesso. Intanto il libro viaggia su due binari paralleli e distinti, in tempi distanti quarant’anni uno dall’altro. Però, come sappiamo bene, anche le parallele si incontrano, prima o poi. Ci sono piccoli indizi che inducono a cercare le connessioni con la realtà. La città dei papi: Roma non viene mai nominata. Ed infatti l’ambientazione è principalmente in Vaticano. Il governatore dell’Entità: quale entità governa in Vaticano? La Chiesa, no! 13 maggio 1984: perché scegliere proprio questa data? Forse perché il 13 maggio di tre anni prima ci fu un altro attentato, quello al Papa? Una giovane si innamora di un alto porporato ed ovviamente l’Entità deve correre ai ripari. Ma non può agire in prima persona, quindi approfitta del periodo storico, fatto di terrorismo e attentati, per togliere di mezzo la ragazza ed anche il giudice che sta portando avanti le indagini. Il caso di Emanuela Orlandi riempie la scena di sottofondo. Una coppia improbabile (una giornalista alla ricerca della verità sulla morte del padre, rimasto coinvolto in quell’attentato ed un professore di storia medioevale alla ricerca del padre che forse non è morto…) riportano alla luce la verità ma… Eh beh, mica posso spoilerare. Buon divertimento.
Fiordaliso
(26/11/2025) -
Voto: 5/5
Molto intriganti i personaggi! La figura dell'"orologiaio " sublime nella sua razionalità e la diffidenza con cui si protegge.. L'intreccio che si dipana in due periodi storici è inizialmente fuorviante, ma la trama poi trova i suoi tasselli che si incastrano perfettamente. Il finale è apertissimo
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