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I fratelli Karamazov
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A.V.
(07/03/2026) -
Voto: 5/5
Capolavoro. E' uno dei romanzi più complessi, ma allo stesso tempo più belli che abbia mai letto. Complesso per la componente psicologica e spirituale che lo caratterizza e che affonda nei meandri della psiche e della fede umana. Articolato nel descrivere la storia che intreccia tanti personaggi diversi, ma che riconducono ad un’unica vicenda, quella della famiglia Karamazov. Una prosa avvincente che termina con il processo; il dibattimento finale, le arringhe del Procuratore Ippolit Kirillovic e dell'avvocato Fetjukovic, fanno scuola di procedura penale. Un romanzo che ha nella figura del piccolo Karamazov, Aleska, l'attore centrale e la figura più emblematica della storia e che lo collega ad ogni altro protagonista al romanzo stesso. Una storia che fino all'ultimo ti tiene sul filo di lana, ma nel cui finale fa emergere trionfalmente quell’impronta salvifica, spirituale che vince su quel diavolo che si batte con Dio nel cuore di ogni uomo.
Massimo
(30/08/2025) -
Voto: 5/5
Capolavoro
Luca
(28/01/2025) -
Voto: 5/5
Romanzo non semplice, scrittura a volte poco scorrevole . È l’ultima opera di Dostoevskij e considerata la più significativa di tutta la sua produzione letteraria. Come intuibile dal titolo la trama ruota intorno ai quattro Fratelli Karamazov (tre legittimi e uno illegittimo) entrando nelle rispettive quattro dimensioni psicologiche. Il collante è il parricidio di Fedor Pavlovic. La descrizione e l’analisi delle dinamiche umane dei fratelli e alcuni personaggi di contorno è molto analitica tanto è vero che Dostoevskij fu lo scrittore preferito di Freud e considerato dallo stesso il vero scopritore dell’inconscio. Da questo romanzo Freud prese lo spunto per un suo saggio sul parricidio e per analizzare la personalità di Dostoevskij (un mix di masochismo e sadismo). Emblematica la frase di Ivan al processo “Tutti vogliono uccidere il padre” quasi fosse il vero precursore del complesso di Edipo. Ritornando al romanzo la cui lettura è impegnativa emerge una forte tendenza alla riflessione spesso mistica e religiosa il cui culmine è il capitolo “il grande inquisitore” considerato un libro nel libro. È una lunga e interessante disquisizione tra i due fratelli Ivan a Aleksej su Cristo, sulla storia, sulla morale, sulla religione. Una intensa e imperdibile riflessione psicologica e filosofica di Dostoevskij. Il grande inquisitore viene spesso scorporato dal romanzo e considerato separatamente proprio per questa sua autonoma sopravvivenza rispetto al romanzo nel suo insieme. Non consiglio i Fratelli Karamazov come prima lettura per chi volesse avvicinarsi a Dostoevskij. Da ultimo ho apprezzato molto la parte iniziale della requisitoria del procuratore in sede processuale. Avrei dato 4 stelle ma la quinta la merita questo passaggio scritto 150 anni fa ma che potrebbe essere l’ articolo di fondo di un quotidiano di oggi.
ANTONELLA
(29/01/2023) -
Voto: 5/5
Nelle pagine di questo capolavoro eterno si mescolano fascino e abiezione, innocenza e malvagità, orgoglio e umiltà.
OSCAR
(06/10/2022) -
Voto: 5/5
È forse il suo lavoro più complesso, il confluire dei 4 lati dell'animo di Dostoevskij, forse un giorno chi redige i programmi scolastici si sveglierà e prenderà bastonate con "Quel ramo del lago di Como" l'inutile Manzoni... facendogli vedere come si scrive.
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