La casa delle anime morte

barbara (07/09/2009) - Voto: 5/5
bella storia scritta bene un po' trucido ma veramente bello penso che leggerò anche gli altri libri dell'autore.
Luca (18/07/2009) - Voto: 4/5
Un bellissimo romanzo. Duro, inquietante e con dei personaggi davvero indimenticabili. Non solo Logan, ma anche e forse soprattutto il sorprendente Insch. Una trama per stomaci forti uno stile essenziale e cupo come il palcoscenico dove operano gli attori. Un'immersione nel grigio della Scozia, tra locali scottish e pioggia incessante. Dialoghi serrati, colpi di scena e una lettura assolutamente coinvolgente.
El_Pablo (17/07/2009) - Voto: 5/5
Questa ennesima fatica di Macbride non fa rimpiangere gli altri libri e consiglio di leggere i precedenti romanzi a chi si fosse imbattuto ne La Casa Delle Anime Morte come primo libro dell'autore. La delineazione dei caratteri dei vari personaggi è perfetta, vi è attenzione per i dettagli, per i particolari, il ritmo è incalzante, la trama avvincente e l'intreccio delle vicende articolato (ma comprensibile). Un ottimo libro per gli appassionati del genere. PS: in Inghilterra è uscito ad aprile il 5° romanzo, Blind Eye.
Drusilla (11/07/2009) - Voto: 4/5
Bello,duro,inquietante.Alta tensione fino alla fine in questo romanzo scritto con uno stile avvicente.Bellissimi i personaggi:l'ispettore Insch,il sergente Logan,il dirigente generale,l'ispettore Steel... Ho sospettato,a turno,quasi tutti e un po' mi è passata la voglia di mangiare carne ma è sicuramente da leggere.
Standbyme (24/05/2009) - Voto: 4/5
Sono al quarto romanzo di MacBride e ormai sono affezionato al sergente MacRae, che continua ad essere bistrattato e sfruttato dal collerico ispettore Insch e dalla sudicia ispettrice Steel; tuttavia ambedue i superiori ammirano, pur non ammettendolo, il nostro eroe. Molto forte questo thriller velatamente ispirato alla gesta di Hannibal Lecter ma non è una scopiazzatura. MacBride sa dare un ritmo diverso ai suoi romanzi rispetto a quelli di Thomas Harris. L’alta tensione che si percepisce è mitigata dalle avventure tragicomiche dei protagonisti. Anche nella descrizione di un folle inseguimento per catturare un sospettato, che si concluderà tragicamente per una bimba di quattro anni, vi sono dei passaggi dove si sorride. Ottimo il colpo di scena che può essere intuito a poche decine di pagine dalla fine. Solo intuito però: la rivelazione, come nei migliori thriller, l’abbiamo sulla dirittura d’arrivo. Siamo di fronte ad un duro e spietato il serial killer che metterà nel ciclo alimentare carne umana perfettamente confezionata, feroce con le sue innumerevoli vittime e poco incline alla compassione. Ben architettata, anche se molto classica, la motivazione o la lucida follia che spinge l’assassino a commettere questi atroci omicidi. Un’indagine costellata di successi e fallimenti che lascia sorpreso il lettore che si aspetta un finale diverso e più classico, ma non per questo meno accettabile, anzi… I vegetariani si astengono dalla letture di questo romanzo.