La casa delle anime morte

marco (12/04/2012) - Voto: 4/5
Ottimo thriller a tinte forti con una trama macabra e avvincente nello stile di Cody McFadyen. Dopo quattro libri la serie McRae non stanca ma si rinnova grazie ad un finale che lascia presagire un nuovo scenario per il prosequio della storia. I personaggi secondari sono quelli di sempre cattivi,volgari,maleducati e a tratti al limite della sopportazione ma inseriti perfettamente nel contesto. Una serie che a differenza di altre migliora con il passare dei libri.
gabri23 (05/07/2010) - Voto: 5/5
mmmmmmmmmm bla bla bla, ma ci arrabbiamo perchè alla zia puzzano i piedi??? buttiamo giù dal letto il nonno,perchè russa di brutto?? o picchiamo i figli perchè giocano???? No.No.No. No, perchè sono la nostra famiglia, e quindi sopportiamo fino allo stremo.Tutto perchè c'è sentimento.Ci si vuole bene.Eh stakanov Logan, la tabagista molesta Steel, ciccioscorreggia collerico Insch e tutta l'allegra combricola, ormai...sono un po' come la mia famiglia.E in famiglia "il troppo sangue" non è mai mancato.
Paolo (18/06/2010) - Voto: 1/5
Mi spiace che non esista il voto 0, dialoghie trama privi di fondamento logico, un libro da dimenticare in fretta.
dany (02/06/2010) - Voto: 1/5
Raramente mi è capitato di trovare un romanzo in cui tutti i protagonisti siano di un'antipatia spettacolare come in questo. Un ispettore capo ciccione che si comporta come un orso e parla sempre in carattere maiuscolo (tanto antipatico da augurarsi che gli facciano la festa quando, a un certo punto, sarà oggetto di particolari attenzioni...tanto per levarselo di mezzo). Un'ispettrice lesbica e sporchiccia che non fa che fumare e cercare di scansare il lavoro. Un sergente che corre di qua e di là, come un tacchino senza testa, per obbedire pedissequamente a tutti gli ordini che gli danno. E, a parte ciò, una trama che non mi ha provocato alcun senso di pathos (a parte un continuo vago senso di schifo ma dipenderà dal fatto che sono vegetariana..). Ricordo i tempi di quando lessi (ancora prima che diventassero film) Shining e Misery non deve morire di S. King che mi fecero venire - e non in senso lato - la pelle a cappone e quel senso di capello ritto sulla testa come Presbitero. A dimostrazione che la classe non è acqua e che non basta indulgere in trucide descrizioni per scrivere un buon thriller.
Mendi (21/10/2009) - Voto: 3/5
Bellino ma niente di che!