Sotto mentite spoglie

Marco (05/01/2026) - Voto: 5/5
Nove autori su dieci vincono anche concorsi letterari famosi, vengono osannati dalla critica, vengono proposti dalle rubriche letterarie, vincono persino Nobel per la letteratura... e poi quando leggi i loro libri ti accorgi di aver buttato i tuoi soldi, per il semplice motivo che sono di una NOIA MORTALE, tanto che, qualche volta, li ho letti fino a metà, nella vana speranza che ad un certo punto migliorassero.... e poi li ho gettati via. Con il dubbio se gettarli nella carta o nell'indifferenziata... Sono i libri per cui la gente non legge o smette di farlo (e gli esperti si chiedono chissà mai perchè, senza pensare che uno legga anche per svagarsi e non solo per cercare di capire i problemi di vita e psicologici, passati o presenti, o di conoscere la storia della vita dell'autore). Poi ci sono quegli autori che appartengono alla seconda categoria: quelli che forse non vinceranno un Nobel, quelli che sono un godimento già dalle prime pagine e che non riesci a smettere di leggere, come tutti quelli di Alessandro Manzini e questo libro come i precedenti non si smentisce... e ti fanno ringraziare di amare la lettura...
Silvietta (05/01/2026) - Voto: 5/5
Nel finale si conosce appena il nome di un nuovo personaggio (mezza paginetta e già quasi riusciamo a figurarcela, la capacità di Manzini di caratterizzare i personaggi è pura maestria) e io già non vedo l'ora di fare ufficialmente la sua conoscenza nel prossimo romanzo. Esco sempre soddisfatta dai romanzi della serie di Rocco Schiavone! Adoro tutti! Questa indagine è molto intrigante, ma non mancano romanticismo e punte di pura comicità (tra la rapina e la Gambino, mi sono ritrovata più volte a ridere leggendo)! Alla prox
Silde1958 (27/12/2025) - Voto: 2/5
Meno male che me lo hanno prestato, altrimenti avrei pianto x i soldi spesi. Ormai anche Manzini è entrato nella logica che chiamo “un tanto al chilo”, cioè ora i libri li riempio di particolari, personaggi, sottovicende (del tutto irrilevanti) così arrivo a fare un bel librone grosso. Peccato che poi il risultato sia quello di un libro pesante, noioso. La trama poliziesca è particolarmente astrusa, quasi quasi prevalgono le vicende minute di natura personale dei personaggi ricorrenti e dallo stesso Schiavone in giù questi stessi personaggi stanno spesso assumendo caratteri caricaturali. D’Intino e le sue poesie non si possono leggere, Schiavone ingiustificatamente cafone con sottoposti e persone con cui interagisce. Mah, non so se continuerò a leggerlo.
Capitano10 (26/12/2025) - Voto: 3/5
Manzini è sempre bravo ma stavolta poteva risparmiarci un centinaio di pagine. Storia carina ma a volte troppo “allungata”. Spero nel prossimo, sicuramente sarà migliore
angelo (20/12/2025) - Voto: 4/5
Ingredienti: una curiosa rapina in banca ad Aosta in un clima natalizio e nevoso, un cadavere senza identità trovato per sbaglio in un lago montano, un ricercatore di un’azienda farmaceutica scomparso nel nulla, tre casi complessi e interconnessi risolti grazie a colleghi, amici romani e vecchi/nuovi amori. Consigliati: a chi sa risolvere situazioni del decimo livello di rottura di c., a chi è “sposato con il dolore”.